La parete addominale fa più di quanto il nome suggerisca: governa ogni movimento quotidiano, protegge gli organi e partecipa alla respirazione. Quando si danneggia, ripararla non è soltanto chiuderla: va restituita la funzione, e farlo in sicurezza chiede più di quanto stia in una specializzazione in chirurgia generale.
Di questo si occupa l'Unità di Parete Addominale dello Sheba Medical Center. Si trattano quadri che vanno dall'ernia alla fascite necrotizzante, con tecniche che vanno dalla laparoscopia alla chirurgia robotica, e ognuna si sceglie per il caso, non per abitudine. Molti interventi si risolvono con la sola laparoscopia, senza robot.
Il dottor Nadav Nevo, chirurgo strutturato e consulente per la ricostruzione della parete addominale, e i suoi colleghi dedicano parte del lavoro a formare gli specializzandi oltre il programma standard. Non è un extra accademico: è ciò che fa sì che un paziente con un quadro poco frequente trovi, dall'altra parte del tavolo, qualcuno preparato per quel quadro.
Buona parte di chi arriva all'unità è già passata per una sala operatoria altrove, e a volte per anni di complicanze. Sono i casi per cui esiste: quelli in cui la strada abituale non serve più e bisogna trovarne un'altra che sia sicura.
L'équipe misura inoltre il risultato con qualcosa che non compare in una TAC. Un'incisione precisa e simmetrica non cambia la funzione, ma cambia il corpo con cui il paziente torna a casa. In questa unità le due cose sono parte dello stesso lavoro.