Lev Sheba

La prima IA approvata per il triage psichiatrico in Israele è nata allo Sheba

15 ott 2026

Ad aprile il Ministero della Salute israeliano ha approvato LIV, il sistema di valutazione psichiatrica iniziale nato nel centro di innovazione dello Sheba Medical Center. È il primo del suo genere autorizzato nel sistema pubblico del Paese.

Immagine della piattaforma LIV: una persona conversa dal tavolo di casa con l'avatar su un tablet; a destra dello schermo, la trascrizione della conversazione.

Chiedere aiuto per la salute mentale comincia quasi sempre con un'attesa. Serve un primo colloquio, e quel colloquio deve farlo un professionista che non avanza da nessuna parte. In Israele, il 7 ottobre ha trasformato un problema globale in un problema immediato: sono arrivati tutti insieme più casi di trauma di quanti il sistema riuscisse a valutare.

LIV è ciò che lo Sheba Medical Center ha costruito per quel collo di bottiglia. Funziona come una conversazione: la persona parla o scrive con un avatar dal telefono o dal computer, e alla fine l'équipe clinica riceve un riassunto ordinato — anamnesi, motivo della consultazione, storia medica e psichiatrica, gravità e che cosa conviene fare dopo. A decidere resta uno psichiatra, che rivede quel riassunto.

«L'obiettivo non è sostituire il terapeuta, ma dargli più capacità», ha detto il dottor Asaf Caspi, vicedirettore della divisione di psichiatria dello Sheba, quando l'autorizzazione è stata resa nota.

Il 27 aprile la divisione dispositivi medici del Ministero della Salute israeliano ha approvato LIV come strumento di supporto alla decisione clinica: la prima autorizzazione di questo tipo nel Paese. È nato nel 2024 dentro l'ARC, il centro di innovazione dello Sheba, insieme alla divisione di salute mentale dell'ospedale e con Microsoft e KPMG. Oggi è usato in ospedali, casse malattia, centri di riabilitazione e organismi pubblici israeliani.

Conviene dire anche ciò che ancora non c'è: gli studi clinici su cui si fonda — due, con 385 pazienti — non sono pubblicati. Quello che se ne sa è stato anticipato dalla stampa israeliana, non da una rivista scientifica. Un'autorizzazione e una letteratura sottoposta a revisione non sono la stessa cosa.

Fuori da Israele c'è già interesse. Ad agosto ricercatori del sistema sanitario militare statunitense preparavano un confronto di LIV con lo strumento che lì è considerato di riferimento per diagnosticare lo stress post-traumatico. È il modo di lavorare dello Sheba riassunto: qualcosa che si vede in sala d'attesa, trasformato in qualcosa che serve altrove.

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